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Rewcensione per Rockambula - settembre 2010

 

http://www.rockambula.com/recensione.php?review_id=977

E anche i Goth Town arrivano ad un secondo strepitoso traguardo intitolato "Tales Of Dead Waves", la nuova opera del duetto napoletano. Ho già avuto l' onore di ascoltare e recensire il loro superbo disco d' esordio "The Clouds", ciò che penso del gruppo è tutto scritto li, in quelle poche righe che lodano quel fantastico album. A distanza di quattro anni, Roberto e Valentina tornano a farci emozionare con un disco più cupo e sinistro; dimenticate la bella melodia se pur amara in un certo senso di "The Clouds", dimenticate quella ironica felicità che c' era, in "Tales Of Dead Waves" tutto è più schietto e sfacciato, i Goth Town non si sono limitati ad esporre le proprie sensazioni, le hanno manifestate sia con le parole che con la musica. "Tales Of Dead Waves" è perfetto per esser sentito in una stanza buia con un caminetto acceso e in una fredda serata di Dicembre. Potrebbe fare da sottofondo musicale a qualche poesia di Verlaine o fare da colonna sonora a qualche avventura di Dylan Dog. Insomma, "Tales Of Dead Waves" è un album riuscito in tutti i sensi, non è all' altezza del precedente "The Clouds", ma è comunque un lavoro pregiato. Detto questo non posso fare altro che consigliavi di ascoltarlo, perché credetemi dischi come "Tales Of Dead Waves" si trovano difficilmente.

(Vincenzo Scillia)

 

 

Review for The Mick n. 47 - February 2009

 

www.mickmercer.com

 

www.myspace.com/themickmagazine

 

English only

 

The Clouds


Some gracious Italian Goth for you, mixed with Indie Noir, and only their second release after an earlier EP, all couched in contemplative terms, giving you room for reflection. ‘The Angel Of Mercy’ is a still pool, gently stirred by slow drums, ringed by luxuriously listless guitar and keys, with steady vocal sediment rising naturally to the surface. ‘The Waiting Girl’ is even prettier, a constantly fluttering guitar dominating albeit demurely, and the mood is set in original early 80’s style, still allowing a little space for bass and drums to poke through. ‘Run’ has beautiful keyboard highlights over the confident but withdrawn vocals, kept modestly in among the music, but really all aspects are equally attractive. ‘Fall Down’ is a little closer to the indie guitar side of early Goth, with a more thoughtful trough to roll in, then in a similarly warm-blooded vein a skimpier, nervier ‘You Are Loser’ trips along gaily. ‘Who Wants The World’ is another diligent triumph a la Chameleons, surreptitiously swishing and moving through on a slender but muscular rhythmic direction and with smart vocal touches and variety with a cool chorus. ‘Under My Stone’ lolls with mournful bass in a more neo-classical mood at the opening, which suits them well, especially the vocals, and the mood is both evocative and drowsily seductive. ‘She Wants’ is merely conventional indie after that and it appears lyrically dull, but somehow adheres to the mind. ‘Wannadie’ gets more agitated although in truth it doesn’t do enough with the miserable mood, despite the guitar moving like a slow motion swallow around them, and ‘The Blood Runs Cold’ finishes the record with more of the twilight indie feel. Again it’s really rather lovely but in being there it means this is an odd record, half Gothy and half Indie-ish. Even when rather plain they hold your interest and when things really connect they do so with artistic subtlety because they don’t go for the outright or obvious. I suspect that future releases, whichever direction they might concentrate on, are going to be fascinating.

 

(Mick Mercer)

Recensione x Crawling Tunes Magazine - November 2007 (Germania)

www.myspace.com/crawlingtunesmagazine

German

Also wie klingen Goth-Town? Super, wäre ein Superlativ und unangebracht. Weil es chon ein Superlativ zum Superlativ geben müsste um ganz fix ein passendes Wort zu finden um die Musik von Goth-Town zu beschrieben. Gitarrenlastiger Dark-Wave der alten Schule der nicht Zu verkuschelt ist und flott daher kommt aber dennoch nichts vom Dark-Wave-Feeling der Achtziger einbüsst. Zehn Songs warten auf den Horër. Tracks bei denen man tanzen, aber auch mal nachdenklich aus dem fenster starren kann um seinen Gedanken nachzuhängen. Einen flüchtigen Husch des curetypischen Popsounds gibts auch so ab und an und so gibt "The CLouds" ein rundes Bild ab von dem man seine Augen... eeehm Ohren nicht mehr lassen möchte.

(Tyves Oben)

Italian

Allora, come suonano i Goth Town? Un superlativo sarebbe inadeguato. Ci vorrebbe un superlativo del superlativo, per trovare una parola adatta a descrivere la musica dei Goth Town. Le chitarre fortemente in stile dark-wave della vecchia scuola, non sono fatte solo per lasciarsi cullare, ma arrivano a noi piene di energia, senza rinunciare al feeling dark degli anni '80. Il disco contiene dieci canzoni che attendono l'ascoltatore, canzoni che si prestano sia a poter essere ballate, ma anche a guardare pensierosi dalla finestra, per seguire i propri stati d'animo. Si incontrano qua e là tra le canzoni, sprazi del sound tipico dei cure, ma "The Clouds" offre un quadro più completo, di tutto quello a cui non si può più rinunciare a vedere… eeehm o sentire, e che non si vuole più lasciare.

(Tyves Oben)

Recensione per Rockambula

http://www.rockambula.com/recensione.php?review_id=888

Mai avrei pensato che proprio nella mia città, Napoli, esistesse un gruppo chiamato Goth Town (e già dal moniker si può intuire a prescindere il genere che suonano), una band capace di sfornare un eccezionale lavoro intitolato "The Clouds". Ma come è questo "The Clouds"? Anzitutto lasciamo da parte il solito Goth Rock o Metal che ultimamente si sta inspirando a band come Paradise Lost, Type o Negative, HIM, i defunti Sentenced o i 69 Eyes, il quale molte giovani band cercano di imitare il loro suono ed il loro stile ma fallendo proprio per la loro ripetitività e monotonia. Con i Goth Town il discorso è diverso, questa volta ci sono forti richiami a pilastri del Dark e del vecchio Gothic Rock, le affinità con i Bauhaus, The Cure e Siouxsie and the Banshees si notano tantissimo, e il bello, è che per una volta si sente qualcosa di diverso e che se vogliamo metterla sul piano del tributo, si omaggiano band che davvero hanno fatto la storia. Ma con questo preambolo sembra quasi che voglia fare intendere i Goth Town come una fotocopia o una riproposta di questi mostri sacri citati ora, quando non è cosi perché nella proposta di Roberto e soci c'è anche del personale. Dunque, "The Clouds" è datato 2006, i Goth Town prima di esordire con esso pubblicarono l' anno prima un EP intitolato "The Angel Of Mercy" che effettivamente anticipava quel che è il disco protagonista della recensione. Un ottimo disco, pieno di patos, con esuberanti melodie ed atmosfere ambient più che lodevoli. Il disco predispone di dolci riff e di piccoli assoli che nonostante tutto suscitano belle emozioni, la voce di Rob potremmo considerarla la ciliegina sulla torta. Canzoni che vanno ascoltate assolutamente sono: "The Waiting Girl", la candida ballata "You Are Loser", la successiva "Who Wants The World" e la stupenda "Wanna Die".Concludendo, "The Clouds" è un ottimo disco che ritrae sonorità nel quale molte band sembrano aver dimenticato. Da avere.

(Vincenzo Scillia)

Recensione - settembre 2007 x Buio.net - www.buio.net

Goth Town - The Clouds (CD 2006)

Superato lo scoglio iniziale della diffidenza creata da un nome che mi evoca scenari spaghetti western in salsa quasi farsesca, mi son ritrovato davanti un vero gioiello di darkwave classica con tutti i crismi.

Per fortuna infatti questo trio italiano (ebbene sì, anche se non si direbbe) sfoggia una dimestichezza molto navigata coi suoni dei grandi nomi che hanno fatto la fortuna del genere negli anni '80; una lezione così ben imparata da non scimmiottare nessuno, un suono azzeccato che non ha riferimenti in particolare, senza essere l'ennesima copia della copia.
La cosa che colpisce immediatamente è il gusto spiccato della melodia, che lascia subito il segno, non di quelli banali che fanno le hit da discoteca, ma di quelli caldi ed invitanti che entrano dentro al primo ascolto e che si riascoltano volentieri ancora e ancora, lasciando cullare il sentimento sulle note di ben dieci pezzi, trasognati, vibranti senza esser rarefatti.
Nonostante l'omogeneità del disco, la compattezza non è mai monotona, alternando i ritmi sincopati a quelli più morbidi e i tocchi di strumentazione (qui un assolo, qui un coro, lì un synth o un violino) per raggiungere un delicato equilibrio, raro di questi tempi.

Ineccepibile, non c'è che dire, e se in fondo alla mente rimane il dubbio su come potrebbe essere il lavoro successivo dopo uno come questo, così completo,  i dubbi lasciano il posto al piacere dell'ennesimo giro.

(Fedemone)

Ritual N. 31 Luglio/Agosto 2007 Recensione - Goth Town - The Clouds

All'interno della copertina di "The Clouds", i napoletani Goth Town, ci spiegano a parole che cosa sono per loro le nuvole e, nel flusso di coscienza così generato, inanellano i titoli dei dieci brani presenti nel disco: idea originale. I loro voli musicali sono al pari affascinanti: si svolgono sotto forma di darkwave melodica, minimamente debitrice ai Cure più "psichedelici" in cui, a brani contraddistinti da tempi medio-lenti, tastiere e occasionale violino, se ne alternano altri, dominati dal nervosismo di chitarra e basso. Entrambe le soluzioni funzionano, e testimoniano del buon livello compositivo, tecnico ed espressivo, raggiunto dal gruppo. Che è una formnazione new wave "classica", con quattro musicisti in carne e ossa, ed una nutrita lista di ospiti. Il che in certi casi è ancora un vantaggio, nonostante i tempi solipsistici e saturi di tecnologia in cui viviamo.

(Vanessa Venerdì)

Recensione x Transmission Magazine 7 (Germania) Dicembre 2007

www.transmission-magazin.net - www.myspace.com/transmission_magazin

German only

GOTH TOWN - The Clouds (Eigenvertrieb)

Ziemlich pflegeleichten Radio Gitarren-Pop produzieren Goth Town aus Neapel. Einfache Harmonien, Effekte auf ein Minimum reduziert, eingängige Melodien die kurz vorbei kommen um Hallo zu sagen und sich sofort wieder verabschieden. Auf ihrer My Space Website findet sich eine lange Liste von Bands welche Einfluss ausübten, u.a.: Sad Lovers & Giants, And Also the Trees und Bauhaus mich erinnert das aber mehr an The Mission zu ihrer softesten Zeit. Die Gitarren blitzen hier und da mal mit tiefer gehenden Einfällen auf, aber spätestens wenn der Gesang einsetzt ist's wieder vorbei. Nicht ohne Grund ist letzterer in einem auffällig leisen Verhältnis abgemischt. Und dieser Name... also das hier ist so gar nicht mein Ding.

(Max Bringmann)

Recensione by William Wilde www.myspace.com/wilde0109

Goth Town - The Clouds (CD 2006)

Direttamente da Napoli, ecco una splendida rivelazione della musica goth italiana, un gruppo dal sound decisamente ispirato alle pietre miliari degli anni 80, bands come And Also The Threes, Dead Can Dance, Cure, Sad Lovers and Giants, Chameleons, Nick Cave, Joy Division, Bauhaus e Siouxsie. Inserendo il disco nel vostro lettore, farete un balzo indietro nel tempo, perchè riscoprirete con piacere quel meraviglioso sound che ha rappresentato la migliore generazione di questo genere. Le tracce del disco non comportano un ascolto impegnativo, ma trasportano e incantano immediatamente l'orecchio dell'ascoltatore; sono caratterizzate da un suono armonico, cupo, che nell'incoscio riesce ad evocare paessaggi autunnali e giornate uggiose. Inizialmente verrete subito colpiti dal piacevole amdamento lento della traccia d'introduzione "Angel of Mercy" per poi passare ad una canzone più ritmica ed energica come "The Waiting Girl". Da notare particolarmente pezzi come "Run" (dal suono lievemente pop) e "Fall Down", canzone dal motivo accattivante. Una band veramente esemplare, che purtroppo rimane ancora celata al grande pubblico per la mancanza di un'etichetta discografica e per scarsi mezzi di distribuzione del materiale.

(William Wilde)

 

Rosa Selvaggia - Recensioni primavera 2007 - www.rosaselvaggia.com

Quando mi imbattei, un paio di anni fa, nel nome Goth Town, pensavo di trovarmi di fronte alla tipica, ennesima, gothic rock band alla Sisters Of Mercy e Fields Of The Nephilim. Invece l'ascolto di alcuni mp3 sul vecchio portale di Vitaminic mi aveva fatto scoprire un raffinato gruppo di dark-wave, giustamente ispirato ai classici nomi degli anni '80, ma in grado di rivestire con una patina di stile le proprie composizioni. Tutte quelle premesse sono confermate dall'ascolto del primo full-length del progetto partenopeo: "The Clouds" è un disco autunnale, malinconico, dove le chitarre e le tastiere sono usate come morbide pennellate per ritrarre una giornata uggiosa, al pari della voce di Goth, polistrumentista e perno centrale del terzetto, attualmente composto anche dal chitarrista Bart e dalla bassista e seconda voce Monique. Ma i dieci brani del cd si avvalgono pure di parecchi collaboratori esterni, i quali contribuiscono alla varietà a alla ricchezza degli arrangiamenti; vi segnalo al riguardo il basso fretless e il violino nella strappalacrime "Under My Stone". Se continuate ad amare And Also And The Trees, Chamaleons, Sad Lovers & Giants, Smiths, e i Cure di "Seventeen Seconds" e "Faith", questo è l'album che fa per voi. Lo potete ordinare direttamente on-line tramite il sito: www.myspace.com/gothtown

(Fabio Degiorgi)

Ascension Magazine n.15 www.myspace.com/ascensionmagazine

GOTH TOWN  "The Clouds" (CDR, autoproduzione - Ultravena Records)
Che dire di un'autoproduzione che comincia con una ballata rock su toni cari ai Pink Floyd di Gilmour (mi riferisco all'iniziale "The Angel Of Mercy") per poi proseguire su sentieri dark cari alla cultura anni ottanta di Modern English, Chameleons, Cure e Psychedelic Furs… Il viaggio sonoro di "The Clouds" è però più tortuoso e complesso di quanto le mie prime righe possano descrivere.
Ci vuole maestria, classe, tecnica e cuore per riuscire a destreggiarsi tra questi vialetti musicali temporalmente così distanti tra loro ma emotivamente molto vicini.
"The Clouds" è un concept dedicato alle nuvole; a quelle nuvole che quando ero bambino amavo accomunare alle figure più strane suggerite dalla mia fantasia. La più squadrata poteva ricordarmi una casetta nel cielo, in quella più zigrinata riuscivo a vederci la sega di un boscaiolo grande come un orco, in un'altra ci vedevo il profilo della mia compagna di banco, e così via… E come le differenti forme delle nuvole e le differenti immagini che la nostra fantasia ama accomunare ad esse anche i pezzi di questo CD assumono sfaccettatute differenti tra loro.
Questa la ragione per cui l'azzurro wave del cielo sonoro dei Goth Town passa dal rock al pop senza dimenticare le testimonianze della psichedelia e del dark. Così come le nuvole libere di mutare forma nel cielo in balia del vento, le canzoni dei Goth Town passano dalla wave più decadente ad intuizioni gotiche e distrazioni psichedeliche. Sicuramente si tratta di buona musica; non vedo cos'altro dovrebbe interessarci…

(Alex Daniele)

The Dside - recensioni marzo 2007 - www.thedside.it

Dark Wave di pregevole fattura quella che il quartetto partenopeo dei GT, offre ad un pubblico ormai sempre piu' impassibile dinnanzi alle bands italiche, seppur meritevoli, ma implacabilmente oscurate da politiche di distribuzione scarsamente divulgative e mezzi mediatici indifferenti o poco efficienti. Noi, per quanto ci concerne, cercheremo sempre di supportare le realta' piu' meritevoli, incoraggiando con critiche, auspicatamente costruttive, coloro che invece a nostro avviso appaiono non propriamente encomiabili. Il cd 'The Clouds' trae vita dall'astrazione relativa alla mutevolezza,alla potenza e da tutto cio'che si riferisca fisicamente e spiritualmente al concetto di 'nuvola'. L'ascolto delle dieci songs richiede partecipazione ed una sincera dose di trasporto emotivo, ogni singolo brano e' vissuto con forte coscienza decadente, l'intero disco restituisce in termini musicali quelle sensazioni assopite che necessitano di un elemento impetuoso che ne dissipi il torpore in cui si trovano prigi oniere. Il supporto vocal e' affidato alla tecnica dei singers Goth & Monique, in grado di riverberare appassionatamente catartici istanti di litanie autunnali (The Angel of Mercy) con la complicita' della voce del singer Goth, complemento d'eccellenza ad una struttura sonora che ha ben poco da invidiare a certune produzioni europee. Pur non costituendo un magistero sonico di primissimo ordine questa band ostenta una piacevolissima ipotesi goth style costituita da armonie languide, fasci d'ombra sostenuti sempre da un'ottima conoscenza degli strumenti impiegati (Fall Down) dove la matrice dark wave si accentua immensamente. Analizzando le trame nervose di 'Who wants the World' in cui risiede una deliziosa inventiva 'rock' che per nulla stona nel contesto, possiamo dedurre che i GT siano predisposti all'interazione verso forme multicromatiche del suono oscuro. Il drumming sostiene dignitosamente un passionale intreccio di keyboards d'atmosfera, rifrazioni di basso alternativamente morbide e armoree, un violino struggente che diffonde nell'aria il sapore di plumbee piogge e foglie avvizzite (Under my Stone) e per nulla scontate intuizioni che privano i GT di quelle dispersioni virtuosistiche operanti in molte altre realta' del filone gothic. Tenendo conto delle dovute proporzioni, potremmo accostare stilisticamente la band agli accenti malinconici dei Church piu' lividi, oppure alle ambientazioni notturne alla And also the Trees, giudizio che dovra' comunque tener conto di ogni obiettiva valutazione soggettiva. Il suono necessita di perfezionamenti, la pulizia delle tracce dovrebbe essere ulteriormente ottimizzata, ma cio' crediamo, non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile per chi, comprovabilmente, ha saputo creare un piccolo monile di arte autunnale. Bello ed intenso quanto basta per solleticare la curiosita' della platea.
Goth Town, illuminati da un preciso universo ispirativo che rivolge gli occhi al cielo, inseguono la solennita' del fuggevole elemento nebuloso. Possono spingersi ben oltre.

(Maxymox)

ERBA DELLA STREGA Recensioni dischi Gennaio 2007 - www.erbadellastrega.it

Napoli, città di riferimento della musica dark nazionale nella prima metà degli anni novanta, ci regala un nuova interessante band: i Goth Town. Il quartetto capitanato dal frontman Goth, autore di testi e musica, esordisce sulla lunga distanza con l'album "The clouds" che, anticipato di qualche mese dal Mcd "The angel of mercy", da nuova linfa alla già rilevante scena gotica italiana. Dalle prime note del disco si comprende che i Goth Town sono dei perfezionisti: ogni suono è sviluppato, prodotto ed inserito nell'album come una tessera in un puzzle, creando onirici paesaggi autunnali nell'immaginazione dell'ascoltatore. Una darkwave chitarristica a metà fra i conterranei Trees e gli Inglesi AATT caratterizza la maggior parte del lavoro con malinconiche ballate in nero ("The angel of mercy", "The blood runs cold") che trovano in "Under my stone", varata da mesti violini iniziali e da luttuose campane nel suo incedere, la loro più cupa espressione. Ancora "novembrina" darkwave con spruzzate di pop è riscontrabile in "Run" ma soprattutto nella coppia di tracce "She wants" e "Wannadie" dove ritmi orecchiabili, sebbene intrisi di umore nero, contribuiscono alla loro immediatezza. L'album non manca neppure di pezzi più grintosi come la stupenda "The waiting girl", in cui giri di chitarra gothic-rock si uniscono ad una sezione ritmica tipicamente post punk, la frizzante "You are loser" vagamente Smithiana e "Who wants the world" compendio delle due canzoni precedenti. Tirando le somme, con "The clouds" i Goth Town superano brillantemente l'esame del primo full-length, colonna sonora di un autunno dal cielo plumbeo in cui i raggi del sole non sono che un vago ricordo.

(Mr Moonlight)

VERSACRUM - Recensioni novembre 2006 www.versacrum.com

Goth Town - The clouds (CD - Ultravena Records, 2006). Vedono finalmente la luce in versione ufficiale queste interessanti composizioni firmate dal quartetto campano, otto delle quali (sulle dieci che compongono la lista definitiva) già fecero parte di un promo-CD datato 2005. Puntualizzo che anche per il presente Roberto (Goth) e compagni hanno dovuto ricorrere all'auto-produzione, ed alla luce di quanto mi tocca talvolta ascoltare, pubblicato da label più o meno conosciute, devo rammaricarmi di questo, in quanto "The clouds" meriterebbe ben altra considerazione da parte dei nostrani discografici. Ma i Goth Town non demorderanno, ne sono certo. Trattasi di una bella collezione di brani gradevoli e legati a doppio filo all'epopea aurea del dark ottantiano (idem dicasi per la grafica), potendo riconoscere in "The angel of mercy", "The waiting girl" e "Run" riferimenti più o meno espliciti alla produzione di The Cure, ma anche di insiemi meno celebrati, ma non per questo meno importanti, quali p.e. Sad Lovers And Giants e The Sound di Adrian Borland (RIP). Composizioni orientate verso situazioni in prevalenza umbratili e crepuscolari (come la cupa "Under my stone"), anche se la prima inedita nella quale ci si imbatte scorrendo il disco, ovvero "You are loser", poggia su una ritmica assai svelta. Ottimo il lavoro svolto da Monique (basso e coro) e The Dead (batteria), mentre la chitarra di Bart è assolutamente classica nel suo stile aderendo in toto al genere a noi tanto caro. Mai sopra le righe, la voce di Goth (il quale si occupa pure di tastiere, basso, batteria e chitarre oltrecchè della produzione del platter!) ben si districa tra l'intreccio di note tessuto dai colleghi. Fa il paio con la precedente l'altra canzone nuova, la accattivante "Who wants the world", e questa coppia centrale si pone come elemento di rottura dell'atmosfera complessiva di "The clouds". Davvero riuscito il discreto solo della sei corde che ne segna l'epico finale. Un disco che piacerà senza altro a quanti sono rimasti legati a sonorità datate, ma che sanno ancora esercitare un discreto fascino.

(Hadrianus)

ERBA DELLA STREGA Gothnews 31 ottobre 2006 - www.erbadellastrega.it

"The Clouds" (autoproduzione), formato da dieci tracce, è il nuovo album dei napoletani GOTH TOWN. Anticipato lo scorso anno dal mini Cd "The Angel of Mercy", il debutto sulla lunga distanza del trio capitanato dal singer Goth si distingue per le sue trame musicali oscure ed autunnali sia nelle canzoni più riflessive come "The angel of mercy" o "Run", sia in quelle più vigorose come nella stupenda "Waiting girl" unione di chitarre goth-rock "all'inglese" ed incedere post punk. "The Clouds", riprova che le cose interessanti non sono solo straniere. Out dal 02 Novembre 2006. TRACKLIST: 01. The angel of mercy - 02. The waiting girl - 03. Run - 04. Fall down - 05. You are loser - 06. Who wants the world - 07. Under my stone - 08. She wants - 09. Wannadie - 10. The blood runs cold.

(Mr Moonlight)

ASCENSION MAGAZINE n. 11 Inverno 2005/2006 - Recensione

Primi trenta secondi di ascolto di questo demo proveniente dalla Campania ed è subito amore. Siamo nel pieno dei suoni anni ottanta che, come spesso accade, mi fanno compagnia in queste prime fredde serate novembrine, scaldandomi con la loro passione. The Sound, The Chameleons, Sad Lovers & Giants, Modern English, Snakecorps: suoni irripetibili, emozioni che non moriranno mai... L'America (ripensando alla mia recente esperienza californiana) è musicalmente parlando, una vera e propria terra promessa del ventunesimo secolo ma, non dimentichiamocelo, quello che accadde in Inghilterra agli inizi degli anni ottanta, ebbe del prodigioso. Più volte, discutendo con il caro amico Walter Piano, che dal punk al dark, dall'elettronica alla sperimentazione più estrema, tutto quello che c'era da dire è stato detto tra la fine degli anni settanta e il giro di boa tra anni ottanta ed anni novanta... Dopo, a parte qualche raro caso sporadico (almeno in questo genere), tutti si sono "adattati" a rielaborare cose già fatte: o mischiandole con altre cose oppure (cosa che sta diventando sempre più imbarazzante per chi è "cresciuto" con una determinata darkwave) adattandole alle piste da ballo. E forse proprio per questa convinzione che, nel 2006, riesco ad apprezzare ancora di più l'apparizione di band come i Goth Town. Goth (voce, chitarra, tastiere, basso...), Bart (chitarra e basso) Swan (basso) e Frank Stinga (batteria) suonano una darkwave così profondamente ispirata ai loro miti che, anche se non rivoluziona i nostri ascolti, impressiona per la sua qualità e il grande impatto emozionale. Un demo senza sbavature, prodotto in maniera più che buona, pregno di voglia di emulare gli idoli dei propri ascolti senza per forza copiarli spudoratamente. Tastiere piene di malinconia (come piacciono a me!) attraversate da chitarre elettriche robuste ma mai invadenti e calde pulsazioni di basso delicatamente appoggiate ad un metronomo preciso e osservante delle regole. "The Waiting Girl" sprizza suono alla Sound (From The Lions' Mouth) da tutti i pori pur senza perdere in personalità e voglia di fare; "The Angel of Mercy" accarezza le soluzioni sonore di Nick Cave di "Tender Prey" e "The Good Son"... "Wannadie" abbraccia la libertà di espressione della musica pop sporcandola di postpunk... Inutile proseguire: a buon intenditore, poche parole!

(Alex Daniele)

VERSACRUM - Recensioni novembre 2005 www.versacrum.com

Goth Town: PromoCD (CD - Selfproduced, 2005). Ecco un gradevole disco che ci riporta indietro ai beati anni ottanta! Vi prego di prestare attenzione a quanto affermerò nel corso di questa mia humilisima disanima. I napoletani Goth Town rileggono quel periodo con grande serietà e compostezza, sicchè il presente promo, il quale per inciso verrà utilizzato dalla band come prova delle proprie capacità, non scivola nella facile e sterile emulazione dei maestri del passato. L'atmosfera che pervade le otto tracce contenute nel dischetto è prevalentemente melancolica, un'aura di struggimento genuina e spontanea che valorizza begli episodi quali "The angel of mercy" e "Run", debitori della lezione a suo tempo impartita da The Cure, Banshees più introspettivi e pure Sad Lovers And Giants. Tali riferimenti generano sonorità d'incrocio fra la new wave e rock oscuro, esaltando la buona amalgama strumentale e la bella voce di Roberto Goth Ciliberti, come nella lenta e funerea "Under my stone", vera dark track dolente e disperata, indubbiamente l'episodio più convincente del lotto, esaltata dal violino dell'ospite Valentina e da una prestazione complessiva eccellente. Non mancano i rockers, come "Wannadie", pregevole nel suo assunto chitarristico. Con qualche piccolo ritocco, che una produzione più corposa donerà ai pezzi, questo promo potrebbe trasformarsi in una delle più convincenti pubblicazioni dell'anno in corso.

(Hadrianus)

VERSACRUM - News (25/09/2004) www.versacrum.com

Nuovo gruppo dark da Napoli! Lettori versacriani, appuntatevi bene questo nome. Provengono da Napoli, i Goth-Town, gruppo di recentissima formazione ma costituito da elementi esperti, veri veterani della scena dark! Il 2005 dovrebbe veder la luce il loro debut-album, dal titolo provvisorio di "The blood runs cold". Un must per tutti coloro che nel cuore recano Siouxsie, The Cure, Sad Lovers and Giants, Chameleons, Nick Cave... Discografici, non vorrete mica lasciarveli sfuggire?

(Hadrianus)

PENOMBRA.IT - Recensione a cura di K.K. www.penombra.it 2004

I Goth Town, sono un gruppo che miscela musica dark, atmosfere gotiche, new wave, ambient e ballate nere, in una maniera molto personale, vale a dire rielaborando attraverso la propria sensibilità artistica, suoni che riecheggiano in parte le bands dei primi anni '80 (Dead Can Dance, Cure, Sad Lovers and Giants, Chameleons, Nick Cave, Joy Division, Bauhaus, Siouxsie, etc.) ma che poi si evolvono in una nuova e continua ricerca sonora. Suoni e atmosfere che danno all'ascoltatore la possibilità di contemplare ciò che sente e di esplorare i propri stati d'animo, canzoni sempre intense, mai banali e mai ossessive, atmosfere cupe ma mai tristi, fatte con quel gusto amaro che a volte la vita ti dona o ti impone, a seconda dei punti di vista, ma è linfa vitale, qualcosa di cui non se ne può fare a meno. Sono canzoni molto intime, canzoni che può ascoltare anche chi non segue questo genere, perché catturano l'ascoltatore e lo coinvolgono ancor di più negli ascolti successivi, essendo i Goth Town uno di quei gruppi che non si svela del tutto al primo impatto, ma lascia comunque intuire sin dal primo momento, che i successivi ascolti daranno una nuova sensazione, una nuova energia, una nuova sfumatura ai propri pensieri, che porta ancora più in profondità la ricerca e la voglia di conoscere ciò che per noi è ancora velato.

(K.K.)