Review
for The Mick n. 47 - February 2009
www.mickmercer.com
www.myspace.com/themickmagazine
English
only
The Clouds
Some gracious Italian Goth for you, mixed with Indie
Noir, and only their second release after an earlier EP, all
couched in contemplative terms, giving you room for
reflection. ‘The Angel Of Mercy’ is a still pool, gently
stirred by slow drums, ringed by luxuriously listless guitar
and keys, with steady vocal sediment rising naturally to the
surface. ‘The Waiting Girl’ is even prettier, a constantly
fluttering guitar dominating albeit demurely, and the mood
is set in original early 80’s style, still allowing a little
space for bass and drums to poke through. ‘Run’ has
beautiful keyboard highlights over the confident but
withdrawn vocals, kept modestly in among the music, but
really all aspects are equally attractive. ‘Fall Down’ is a
little closer to the indie guitar side of early Goth, with a
more thoughtful trough to roll in, then in a similarly
warm-blooded vein a skimpier, nervier ‘You Are Loser’ trips
along gaily. ‘Who Wants The World’ is another diligent
triumph a la Chameleons, surreptitiously swishing and moving
through on a slender but muscular rhythmic direction and
with smart vocal touches and variety with a cool chorus.
‘Under My Stone’ lolls with mournful bass in a more
neo-classical mood at the opening, which suits them well,
especially the vocals, and the mood is both evocative and
drowsily seductive. ‘She Wants’ is merely conventional indie
after that and it appears lyrically dull, but somehow
adheres to the mind. ‘Wannadie’ gets more agitated although
in truth it doesn’t do enough with the miserable mood,
despite the guitar moving like a slow motion swallow around
them, and ‘The Blood Runs Cold’ finishes the record with
more of the twilight indie feel. Again it’s really rather
lovely but in being there it means this is an odd record,
half Gothy and half Indie-ish. Even when rather plain they
hold your interest and when things really connect they do so
with artistic subtlety because they don’t go for the
outright or obvious. I suspect that future releases,
whichever direction they might concentrate on, are going to
be fascinating.
(Mick Mercer)
Recensione x Crawling Tunes Magazine - November 2007
(Germania)
www.myspace.com/crawlingtunesmagazine
German
Also wie klingen Goth-Town?
Super, wäre ein Superlativ und unangebracht. Weil es chon
ein Superlativ zum Superlativ geben müsste um ganz fix ein
passendes Wort zu finden um die Musik von Goth-Town zu
beschrieben. Gitarrenlastiger Dark-Wave der alten Schule der
nicht Zu verkuschelt ist und flott daher kommt aber dennoch
nichts vom Dark-Wave-Feeling der Achtziger einbüsst. Zehn
Songs warten auf den Horër. Tracks bei denen man tanzen,
aber auch mal nachdenklich aus dem fenster starren kann um
seinen Gedanken nachzuhängen. Einen flüchtigen Husch des
curetypischen Popsounds gibts auch so ab und an und so gibt
"The CLouds" ein rundes Bild ab von dem man seine Augen...
eeehm Ohren nicht mehr lassen möchte.
(Tyves Oben)
Italian
Allora, come suonano i Goth Town? Un superlativo sarebbe
inadeguato. Ci vorrebbe un superlativo del superlativo, per
trovare una parola adatta a descrivere la musica dei Goth
Town. Le chitarre fortemente in stile dark-wave della
vecchia scuola, non sono fatte solo per lasciarsi cullare,
ma arrivano a noi piene di energia, senza rinunciare al
feeling dark degli anni '80. Il disco contiene dieci canzoni
che attendono l'ascoltatore, canzoni che si prestano sia a
poter essere ballate, ma anche a guardare pensierosi dalla
finestra, per seguire i propri stati d'animo. Si incontrano
qua e là tra le canzoni, sprazi del sound tipico dei cure,
ma "The Clouds" offre un quadro più completo, di tutto
quello a cui non si può più rinunciare a vedere…
eeehm
o sentire,
e che non si vuole più lasciare.
(Tyves Oben)
Recensione - settembre 2007 x Buio.net -
www.buio.net
Goth Town - The Clouds (CD 2006)
Superato
lo scoglio iniziale della diffidenza creata da un nome che
mi evoca scenari spaghetti western in salsa quasi farsesca,
mi son ritrovato davanti un vero gioiello di darkwave
classica con tutti i crismi.
Per
fortuna infatti questo trio italiano (ebbene sì, anche se
non si direbbe) sfoggia una dimestichezza molto navigata coi
suoni dei grandi nomi che hanno fatto la fortuna del genere
negli anni '80; una lezione così ben imparata da non
scimmiottare nessuno, un suono azzeccato che non ha
riferimenti in particolare, senza essere l'ennesima copia
della copia.
La cosa che colpisce immediatamente è il gusto spiccato
della melodia, che lascia subito il segno, non di quelli
banali che fanno le hit da discoteca, ma di quelli caldi ed
invitanti che entrano dentro al primo ascolto e che si
riascoltano volentieri ancora e ancora, lasciando cullare il
sentimento sulle note di ben dieci pezzi, trasognati,
vibranti senza esser rarefatti.
Nonostante l'omogeneità del disco, la compattezza non è mai
monotona, alternando i ritmi sincopati a quelli più morbidi
e i tocchi di strumentazione (qui un assolo, qui un coro, lì
un synth o un violino) per raggiungere un delicato
equilibrio, raro di questi tempi.
Ineccepibile, non c'è che dire, e se in fondo alla mente
rimane il dubbio su come potrebbe essere il lavoro
successivo dopo uno come questo, così completo, i dubbi
lasciano il posto al piacere dell'ennesimo giro.
(Fedemone)
Ritual N.
31 Luglio/Agosto 2007 Recensione - Goth Town - The Clouds
All'interno della
copertina di "The Clouds", i napoletani Goth Town, ci
spiegano a parole che cosa sono per loro le nuvole e, nel
flusso di coscienza così generato, inanellano i titoli dei
dieci brani presenti nel disco: idea originale. I loro voli
musicali sono al pari affascinanti: si svolgono sotto forma
di darkwave melodica, minimamente debitrice ai Cure più
"psichedelici" in cui, a brani contraddistinti da tempi
medio-lenti, tastiere e occasionale violino, se ne alternano
altri, dominati dal nervosismo di chitarra e basso. Entrambe
le soluzioni funzionano, e testimoniano del buon livello
compositivo, tecnico ed espressivo, raggiunto dal gruppo.
Che è una formnazione new wave "classica", con quattro
musicisti in carne e ossa, ed una nutrita lista di ospiti.
Il che in certi casi è ancora un vantaggio, nonostante i
tempi solipsistici e saturi di tecnologia in cui viviamo.
(Vanessa
Venerdì)
Recensione x Transmission Magazine 7 (Germania) Dicembre
2007
www.transmission-magazin.net -
www.myspace.com/transmission_magazin
German only
GOTH TOWN - The Clouds
(Eigenvertrieb)
Ziemlich pflegeleichten Radio Gitarren-Pop produzieren Goth
Town aus Neapel. Einfache Harmonien, Effekte auf ein Minimum
reduziert, eingängige Melodien die kurz vorbei kommen um
Hallo zu sagen und sich sofort wieder verabschieden. Auf
ihrer My Space Website findet sich eine lange Liste von
Bands welche Einfluss ausübten, u.a.: Sad Lovers & Giants, And Also
the Trees und Bauhaus mich erinnert das aber mehr an The
Mission zu ihrer softesten Zeit. Die Gitarren blitzen hier
und da mal mit tiefer gehenden Einfällen auf, aber
spätestens wenn der Gesang einsetzt ist's wieder vorbei.
Nicht ohne Grund ist letzterer in einem auffällig leisen
Verhältnis abgemischt. Und dieser Name... also das hier ist
so gar nicht mein Ding.
(Max Bringmann)
Recensione by William Wilde
www.myspace.com/wilde0109
Goth Town - The Clouds (CD 2006)
Direttamente da Napoli, ecco una splendida rivelazione della
musica goth italiana, un gruppo dal sound decisamente
ispirato alle pietre miliari degli anni 80, bands come And
Also The Threes, Dead Can Dance, Cure, Sad Lovers and Giants,
Chameleons, Nick Cave, Joy Division, Bauhaus e Siouxsie.
Inserendo il disco nel vostro lettore, farete un balzo
indietro nel tempo, perchè riscoprirete con piacere quel
meraviglioso sound che ha rappresentato la migliore
generazione di questo genere. Le tracce del disco non
comportano un ascolto impegnativo, ma trasportano e
incantano immediatamente l'orecchio dell'ascoltatore; sono
caratterizzate da un suono armonico, cupo, che nell'incoscio
riesce ad evocare paessaggi autunnali e giornate uggiose.
Inizialmente verrete subito colpiti dal piacevole amdamento
lento della traccia d'introduzione "Angel of Mercy" per poi
passare ad una canzone più ritmica ed energica come "The
Waiting Girl". Da notare particolarmente pezzi come "Run"
(dal suono lievemente pop) e "Fall Down", canzone dal
motivo accattivante. Una band veramente esemplare, che
purtroppo rimane ancora celata al grande pubblico per la
mancanza di un'etichetta discografica e per scarsi mezzi di
distribuzione del materiale.
(William Wilde)
Rosa Selvaggia - Recensioni primavera 2007 -
www.rosaselvaggia.com
Quando mi imbattei, un paio di anni fa, nel nome Goth Town,
pensavo di trovarmi di fronte alla tipica, ennesima, gothic
rock band alla Sisters Of Mercy e Fields Of The Nephilim.
Invece l'ascolto di alcuni mp3 sul vecchio portale di
Vitaminic mi aveva fatto scoprire un raffinato gruppo di
dark-wave, giustamente ispirato ai classici nomi degli anni
'80, ma in grado di rivestire con una patina di stile le
proprie composizioni. Tutte quelle premesse sono confermate
dall'ascolto del primo full-length del progetto partenopeo:
"The Clouds" è un disco autunnale, malinconico, dove le
chitarre e le tastiere sono usate come morbide pennellate
per ritrarre una giornata uggiosa, al pari della voce di
Goth, polistrumentista e perno centrale del terzetto,
attualmente composto anche dal chitarrista Bart e dalla
bassista e seconda voce Monique. Ma i dieci brani del cd si
avvalgono pure di parecchi collaboratori esterni, i quali
contribuiscono alla varietà a alla ricchezza degli
arrangiamenti; vi segnalo al riguardo il basso fretless e il
violino nella strappalacrime "Under My Stone". Se continuate
ad amare And Also And The Trees, Chamaleons, Sad Lovers &
Giants, Smiths, e i Cure di "Seventeen Seconds" e "Faith",
questo è l'album che fa per voi. Lo potete ordinare
direttamente on-line tramite il sito:
www.myspace.com/gothtown
(Fabio Degiorgi)
Ascension Magazine n.15
www.myspace.com/ascensionmagazine
GOTH TOWN "The Clouds" (CDR,
autoproduzione - Ultravena Records)
Che dire di un'autoproduzione che comincia con una ballata
rock su toni cari ai Pink Floyd di Gilmour (mi riferisco
all'iniziale "The Angel Of Mercy") per poi proseguire su
sentieri dark cari alla cultura anni ottanta di Modern
English, Chameleons, Cure e Psychedelic Furs… Il viaggio
sonoro di "The Clouds" è però più tortuoso e complesso di
quanto le mie prime righe possano descrivere.
Ci vuole maestria, classe, tecnica e cuore per riuscire a
destreggiarsi tra questi vialetti musicali temporalmente
così distanti tra loro ma emotivamente molto vicini.
"The Clouds" è un concept dedicato alle nuvole; a quelle
nuvole che quando ero bambino amavo accomunare alle figure
più strane suggerite dalla mia fantasia. La più squadrata
poteva ricordarmi una casetta nel cielo, in quella più
zigrinata riuscivo a vederci la sega di un boscaiolo grande
come un orco, in un'altra ci vedevo il profilo della mia
compagna di banco, e così via… E come le differenti forme
delle nuvole e le differenti immagini che la nostra fantasia
ama accomunare ad esse anche i pezzi di questo CD assumono
sfaccettatute differenti tra loro.
Questa la ragione per cui l'azzurro wave del cielo sonoro
dei Goth Town passa dal rock al pop senza dimenticare le
testimonianze della psichedelia e del dark. Così come le
nuvole libere di mutare forma nel cielo in balia del vento,
le canzoni dei Goth Town passano dalla wave più decadente ad
intuizioni gotiche e distrazioni psichedeliche. Sicuramente
si tratta di buona musica; non vedo cos'altro dovrebbe
interessarci…
(Alex Daniele)
The Dside - recensioni marzo
2007 -
www.thedside.it
Dark Wave di pregevole fattura quella che il quartetto
partenopeo dei GT, offre ad un pubblico
ormai sempre piu' impassibile dinnanzi alle bands italiche,
seppur meritevoli, ma implacabilmente oscurate da politiche
di distribuzione scarsamente divulgative e mezzi mediatici
indifferenti o poco efficienti. Noi, per quanto ci concerne,
cercheremo sempre di supportare le realta' piu' meritevoli,
incoraggiando con critiche, auspicatamente costruttive,
coloro che invece a nostro avviso appaiono non propriamente
encomiabili. Il cd 'The Clouds' trae vita
dall'astrazione relativa alla mutevolezza,alla potenza e da
tutto cio'che si riferisca fisicamente e spiritualmente al
concetto di 'nuvola'. L'ascolto delle dieci songs richiede
partecipazione ed una sincera dose di trasporto emotivo,
ogni singolo brano e' vissuto con forte coscienza decadente,
l'intero disco restituisce in termini musicali quelle
sensazioni assopite che necessitano di un elemento impetuoso
che ne dissipi il torpore in cui si trovano prigi oniere. Il
supporto vocal e' affidato alla tecnica dei singers Goth &
Monique, in grado di riverberare appassionatamente catartici
istanti di litanie autunnali (The Angel of Mercy)
con la complicita' della voce del singer Goth, complemento
d'eccellenza ad una struttura sonora che ha ben poco da
invidiare a certune produzioni europee. Pur non costituendo
un magistero sonico di primissimo ordine questa band ostenta
una piacevolissima ipotesi goth style costituita da armonie
languide, fasci d'ombra sostenuti sempre da un'ottima
conoscenza degli strumenti impiegati (Fall Down)
dove la matrice dark wave si accentua immensamente.
Analizzando le trame nervose di
'Who wants the
World' in cui risiede una deliziosa inventiva
'rock' che per nulla stona nel contesto, possiamo dedurre
che i GT siano predisposti all'interazione
verso forme multicromatiche del suono oscuro. Il drumming
sostiene dignitosamente un passionale intreccio di keyboards
d'atmosfera, rifrazioni di basso alternativamente morbide e
armoree, un violino struggente che diffonde nell'aria il
sapore di plumbee piogge e foglie avvizzite (Under
my Stone) e per nulla scontate intuizioni che
privano i GT di quelle dispersioni
virtuosistiche operanti in molte altre realta' del filone
gothic. Tenendo conto delle dovute proporzioni, potremmo
accostare stilisticamente la band agli accenti malinconici
dei Church piu' lividi, oppure alle ambientazioni notturne
alla And also the Trees, giudizio che dovra' comunque tener
conto di ogni obiettiva valutazione soggettiva. Il suono
necessita di perfezionamenti, la pulizia delle tracce
dovrebbe essere ulteriormente ottimizzata, ma cio' crediamo,
non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile per chi,
comprovabilmente, ha saputo creare un piccolo monile di arte
autunnale. Bello ed intenso quanto basta per solleticare la
curiosita' della platea.
Goth Town, illuminati da un preciso universo ispirativo che
rivolge gli occhi al cielo, inseguono la solennita' del
fuggevole elemento nebuloso. Possono spingersi ben oltre.
(Maxymox)
ERBA DELLA STREGA Recensioni
dischi Gennaio 2007 -
www.erbadellastrega.it
Napoli, città di riferimento della musica dark nazionale
nella prima metà degli anni novanta, ci regala un nuova
interessante band: i Goth Town. Il
quartetto capitanato dal frontman Goth, autore di testi e
musica, esordisce sulla lunga distanza con l'album "The
clouds" che, anticipato di qualche mese dal Mcd
"The angel of mercy", da nuova linfa alla già rilevante
scena gotica italiana. Dalle prime note del disco si
comprende che i Goth Town sono dei perfezionisti: ogni suono
è sviluppato, prodotto ed inserito nell'album come una
tessera in un puzzle, creando onirici paesaggi autunnali
nell'immaginazione dell'ascoltatore. Una darkwave
chitarristica a metà fra i conterranei Trees e gli Inglesi
AATT caratterizza la maggior parte del lavoro con
malinconiche ballate in nero ("The angel of mercy", "The
blood runs cold") che trovano in "Under my stone", varata da
mesti violini iniziali e da luttuose campane nel suo
incedere, la loro più cupa espressione. Ancora "novembrina"
darkwave con spruzzate di pop è riscontrabile in "Run" ma
soprattutto nella coppia di tracce "She wants" e "Wannadie"
dove ritmi orecchiabili, sebbene intrisi di umore nero,
contribuiscono alla loro immediatezza. L'album non manca
neppure di pezzi più grintosi come la stupenda "The waiting
girl", in cui giri di chitarra gothic-rock si uniscono ad
una sezione ritmica tipicamente post punk, la frizzante "You
are loser" vagamente Smithiana e "Who wants the world"
compendio delle due canzoni precedenti. Tirando le somme,
con "The clouds" i Goth Town superano brillantemente l'esame
del primo full-length, colonna sonora di un autunno dal
cielo plumbeo in cui i raggi del sole non sono che un vago
ricordo.
(Mr
Moonlight)
VERSACRUM - Recensioni
novembre 2006
www.versacrum.com
Goth Town - The clouds (CD - Ultravena Records, 2006).
Vedono finalmente la luce in versione ufficiale queste
interessanti composizioni firmate dal quartetto campano,
otto delle quali (sulle dieci che compongono la lista
definitiva) già fecero parte di un promo-CD datato 2005.
Puntualizzo che anche per il presente Roberto (Goth) e
compagni hanno dovuto ricorrere all'auto-produzione, ed alla
luce di quanto mi tocca talvolta ascoltare, pubblicato da
label più o meno conosciute, devo rammaricarmi di questo, in
quanto "The clouds" meriterebbe ben altra
considerazione da parte dei nostrani discografici. Ma i Goth
Town non demorderanno, ne sono certo. Trattasi di una bella
collezione di brani gradevoli e legati a doppio filo
all'epopea aurea del dark ottantiano (idem dicasi per la
grafica), potendo riconoscere in "The angel of mercy", "The
waiting girl" e "Run" riferimenti più o meno espliciti alla
produzione di The Cure, ma anche di insiemi meno celebrati,
ma non per questo meno importanti, quali p.e. Sad Lovers And
Giants e The Sound di Adrian Borland (RIP). Composizioni
orientate verso situazioni in prevalenza umbratili e
crepuscolari (come la cupa "Under my stone"), anche se la
prima inedita nella quale ci si imbatte scorrendo il disco,
ovvero "You are loser", poggia su una ritmica assai svelta.
Ottimo il lavoro svolto da Monique (basso e coro) e The Dead
(batteria), mentre la chitarra di Bart è assolutamente
classica nel suo stile aderendo in toto al genere a noi
tanto caro. Mai sopra le righe, la voce di Goth (il quale si
occupa pure di tastiere, basso, batteria e chitarre
oltrecchè della produzione del platter!) ben si districa tra
l'intreccio di note tessuto dai colleghi. Fa il paio con la
precedente l'altra canzone nuova, la accattivante "Who wants
the world", e questa coppia centrale si pone come elemento
di rottura dell'atmosfera complessiva di "The clouds".
Davvero riuscito il discreto solo della sei corde che ne
segna l'epico finale. Un disco che piacerà senza altro a
quanti sono rimasti legati a sonorità datate, ma che sanno
ancora esercitare un discreto fascino.
(Hadrianus)
ERBA DELLA STREGA Gothnews 31
ottobre 2006 -
www.erbadellastrega.it
"The
Clouds" (autoproduzione), formato da dieci tracce,
è il nuovo album dei napoletani
GOTH TOWN.
Anticipato lo scorso anno dal mini Cd "The Angel of
Mercy", il debutto sulla lunga distanza del trio
capitanato dal singer Goth si distingue per
le sue trame musicali oscure ed autunnali sia nelle canzoni
più riflessive come "The angel of mercy" o "Run", sia in
quelle più vigorose come nella stupenda "Waiting girl"
unione di chitarre goth-rock "all'inglese" ed incedere post
punk. "The Clouds", riprova che le cose
interessanti non sono solo straniere.
Out dal 02
Novembre 2006. TRACKLIST: 01. The angel of mercy -
02. The waiting girl - 03. Run - 04. Fall down - 05. You are
loser - 06. Who wants the world - 07. Under my stone - 08.
She wants - 09. Wannadie - 10. The blood runs cold.
(Mr Moonlight)
ASCENSION MAGAZINE n. 11 Inverno 2005/2006 -
Recensione
Primi trenta secondi di ascolto di questo demo proveniente
dalla Campania ed è subito amore. Siamo nel pieno dei suoni
anni ottanta che, come spesso accade, mi fanno compagnia in
queste prime fredde serate novembrine, scaldandomi con la
loro passione. The Sound, The Chameleons, Sad Lovers &
Giants, Modern English, Snakecorps: suoni irripetibili,
emozioni che non moriranno mai... L'America (ripensando alla
mia recente esperienza californiana) è musicalmente
parlando, una vera e propria terra promessa del ventunesimo
secolo ma, non dimentichiamocelo, quello che accadde in
Inghilterra agli inizi degli anni ottanta, ebbe del
prodigioso. Più volte, discutendo con il caro amico Walter
Piano, che dal punk al dark, dall'elettronica alla
sperimentazione più estrema, tutto quello che c'era da dire
è stato detto tra la fine degli anni settanta e il giro di
boa tra anni ottanta ed anni novanta... Dopo, a parte
qualche raro caso sporadico (almeno in questo genere), tutti
si sono "adattati" a rielaborare cose già fatte: o
mischiandole con altre cose oppure (cosa che sta diventando
sempre più imbarazzante per chi è "cresciuto" con una
determinata darkwave) adattandole alle piste da ballo. E
forse proprio per questa convinzione che, nel 2006, riesco
ad apprezzare ancora di più l'apparizione di band come i
Goth Town. Goth (voce, chitarra, tastiere, basso...), Bart
(chitarra e basso) Swan (basso) e Frank Stinga (batteria)
suonano una darkwave così profondamente ispirata ai loro
miti che, anche se non rivoluziona i nostri ascolti,
impressiona per la sua qualità e il grande impatto
emozionale. Un demo senza sbavature, prodotto in maniera più
che buona, pregno di voglia di emulare gli idoli dei propri
ascolti senza per forza copiarli spudoratamente. Tastiere
piene di malinconia (come piacciono a me!) attraversate da
chitarre elettriche robuste ma mai invadenti e calde
pulsazioni di basso delicatamente appoggiate ad un metronomo
preciso e osservante delle regole. "The Waiting Girl"
sprizza suono alla Sound (From The Lions' Mouth) da tutti i
pori pur senza perdere in personalità e voglia di fare; "The
Angel of Mercy" accarezza le soluzioni sonore di Nick Cave
di "Tender Prey" e "The Good Son"... "Wannadie" abbraccia la
libertà di espressione della musica pop sporcandola di
postpunk... Inutile proseguire: a buon intenditore, poche
parole!
(Alex Daniele)
VERSACRUM - Recensioni
novembre 2005
www.versacrum.com
Goth Town: PromoCD (CD - Selfproduced, 2005). Ecco
un gradevole disco che ci riporta indietro ai beati anni
ottanta! Vi prego di prestare attenzione a quanto affermerò
nel corso di questa mia humilisima disanima. I napoletani
Goth Town rileggono quel periodo con grande serietà e
compostezza, sicchè il presente promo, il quale per inciso
verrà utilizzato dalla band come prova delle proprie
capacità, non scivola nella facile e sterile emulazione dei
maestri del passato. L'atmosfera che pervade le otto tracce
contenute nel dischetto è prevalentemente melancolica,
un'aura di struggimento genuina e spontanea che valorizza
begli episodi quali "The angel of mercy" e "Run", debitori
della lezione a suo tempo impartita da The Cure, Banshees
più introspettivi e pure Sad Lovers And Giants. Tali
riferimenti generano sonorità d'incrocio fra la new wave e
rock oscuro, esaltando la buona amalgama strumentale e la
bella voce di Roberto Goth Ciliberti, come nella lenta e
funerea "Under my stone", vera dark track dolente e
disperata, indubbiamente l'episodio più convincente del
lotto, esaltata dal violino dell'ospite Valentina e da una
prestazione complessiva eccellente. Non mancano i rockers,
come "Wannadie", pregevole nel suo assunto chitarristico.
Con qualche piccolo ritocco, che una produzione più corposa
donerà ai pezzi, questo promo potrebbe trasformarsi in una
delle più convincenti pubblicazioni dell'anno in corso.
(Hadrianus)
VERSACRUM - News (25/09/2004)
www.versacrum.com
Nuovo
gruppo dark da Napoli! Lettori versacriani, appuntatevi bene
questo nome. Provengono da Napoli, i Goth-Town, gruppo di
recentissima formazione ma costituito da elementi esperti,
veri veterani della scena dark! Il 2005 dovrebbe veder la
luce il loro debut-album, dal titolo provvisorio di "The
blood runs cold". Un must per tutti coloro che nel cuore
recano Siouxsie, The Cure, Sad Lovers and Giants, Chameleons,
Nick Cave... Discografici, non vorrete mica lasciarveli
sfuggire?
(Hadrianus)
PENOMBRA.IT - Recensione a
cura di K.K. www.penombra.it
2004
I Goth Town,
sono un gruppo che miscela musica dark, atmosfere gotiche,
new wave, ambient e ballate nere, in una maniera molto
personale, vale a dire rielaborando attraverso la propria
sensibilità artistica, suoni che riecheggiano in parte le
bands dei primi anni '80 (Dead Can Dance, Cure, Sad Lovers
and Giants, Chameleons, Nick Cave, Joy Division, Bauhaus,
Siouxsie, etc.) ma che poi si evolvono in una nuova e
continua ricerca sonora. Suoni e atmosfere che danno
all'ascoltatore la possibilità di contemplare ciò che sente
e di esplorare i propri stati d'animo, canzoni sempre
intense, mai banali e mai ossessive, atmosfere cupe ma mai
tristi, fatte con quel gusto amaro che a volte la vita ti
dona o ti impone, a seconda dei punti di vista, ma è linfa
vitale, qualcosa di cui non se ne può fare a meno. Sono
canzoni molto intime, canzoni che può ascoltare anche chi
non segue questo genere, perché catturano l'ascoltatore e lo
coinvolgono ancor di più negli ascolti successivi, essendo i
Goth Town uno di quei gruppi che non si svela del tutto al
primo impatto, ma lascia comunque intuire sin dal primo
momento, che i successivi ascolti daranno una nuova
sensazione, una nuova energia, una nuova sfumatura ai propri
pensieri, che porta ancora più in profondità la ricerca e la
voglia di conoscere ciò che per noi è ancora velato.
(K.K.)